Contrasto all'attività dei Paesi che minacciano la pace e la sicurezza internazionale

Go to the english version Cerca nel sito

Normativa internazionale

Nazioni Unite

Tra gli obiettivi delle Nazioni Unite, il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale riveste un ruolo primario.

In tale ambito, l’Organizzazione Internazionale delle Nazioni Unite promuove da tempo misure restrittive di carattere economico e finanziario, analoghe a quelle previste per il contrasto al finanziamento del terrorismo (liste di congelamento), volte a contrastare l’attività di quei Paesi che minacciano - anche attraverso la perpetrazione di gravi violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali - la pace e la stabilità mondiale.

Tra le iniziative adottate dalla Comunità internazionale rientrano le misure specifiche dirette a bloccare ogni forma di sostegno e assistenza, sia tecnologica che finanziaria, ai programmi di proliferazione delle armi di distruzione di massa. Lo sviluppo incontrollato di detti programmi da parte di alcuni Paesi costituisce infatti una grave minaccia per la pace e la sicurezza internazionale e amplifica, inoltre, il rischio che materiale ad alto potenziale distruttivo possa essere impiegato in azioni belliche.

Le prime iniziative volte a contrastare il finanziamento dei programmi di proliferazione, in ambito ONU, sono contenute nella Risoluzione n. 1540/2004 del Consiglio di Sicurezza, che ha definito un impianto strategico di carattere generale, imponendo a carico degli Stati membri una serie di misure dirette alla criminalizzazione del fenomeno e all’attuazione di un sistema di controllo sulle esportazioni.

In seguito, il Consiglio di Sicurezza ha adottato una serie di misure specifiche nei confronti dei Paesi coinvolti, attraverso la Risoluzione n. 1737/2006, nei confronti dell’Iran, e la Risoluzione n. 1695/2006, nei confronti della Corea del Nord, incentrate essenzialmente su un sistema di controllo sulle esportazioni di prodotti e tecnologie suscettibili ad utilizzo militare (dual use), e su restrizioni di carattere finanziario (congelamento), analoghe a quelle già previste per i terroristi, nei confronti delle entità coinvolte in attività sensibili. Le misure adottate nei confronti dell’Iran hanno subito negli anni successivi un progressivo inasprimento (Risoluzione n. 1747/2007 , Risoluzione n. 1803/2008, Risoluzione n. 1929/2010).

Normativa comunitaria

In attuazione sia delle risoluzioni dell’ONU che di decisioni autonome prese nel quadro della politica estera di sicurezza comune (PESC), l'Unione Europea ha emanato una serie di regolamenti recanti misure restrittive nei confronti dei Paesi coinvolti.

L’elenco aggiornato delle sanzioni in vigore è disponibile sul sito del Servizio Europeo per l’Azione Esterna (EEAS) dell’Unione Europea.

Nell’ambito delle misure di contrasto al finanziamento dei programmi di proliferazione delle armi di distruzione di massa,i primi provvedimenti adottati sono costituiti dal Regolamento CE n. 423/2007 (Iran) e dal Regolamento CE 329/2007 (Corea del Nord), che hanno introdotto misure di “congelamento” nei confronti delle entità coinvolte e misure di controllo sulle esportazioni di determinate categorie di prodotti e tecnologie.

Le misure restrittive nei confronti dell’Iran sono state in seguito ampliate, con il Regolamento CE n. 1110/2008, che ha introdotto, tra l’altro, la prescrizione a carico degli enti creditizi e finanziari comunitari, di segnalare le transazioni sospettate di essere ricollegabili al finanziamento di programmi di proliferazione. Ulteriori misure sono state introdotte con il Regolamento UE n. 961/2010 (abrogativo del 423/2007), in seguito sostituito dal Regolamento UE n. 267/2012, che hanno previsto, tra l’altro, numerose restrizioni alla prestazione di servizi finanziari e un regime di notifica e di autorizzazione preventiva per le transazioni finanziarie superiori a determinate soglie di importo con controparti residenti in Iran; le relative competenze sono state attribuite al Comitato di Sicurezza Finanziaria.

Raccomandazioni del GAFI

In linea con l’evoluzione del quadro normativo internazionale, dal 2008 il GAFI ha esteso le proprie competenze al contrasto al finanziamento dei programmi di proliferazione di armi di distruzione di massa, elaborando apposite linee guida volte a fornire indirizzi operativi per l’applicazione delle sanzioni finanziarie internazionali.

Con l'adozione delle nuove 40 Raccomandazioni, il contrasto del finanziamento dei programmi di proliferazione delle armi di distruzione di massa è stato introdotto nei nuovi standard con un’apposita raccomandazione.

Normativa nazionale

Il quadro normativo nazionale di riferimento, per gli obblighi di comunicazione (liste di congelamento) è il medesimo del contrasto al finanziamento del terrorismo (d.lgs. 109/2007), mentre per gli obblighi segnaletici (previsti per i soli enti creditizi e finanziari) è direttamente applicabile nel nostro ordinamento il Regolamento UE n. 267/2012, recante misure restrittive nei confronti dell’Iran (art. 30, comma 6, lett. d).

Con il Provvedimento del 27 maggio 2009  la Banca d’Italia ha emanato le disposizioni attuative (emanate in attuazione del previgente Regolamento CE n. 1110/2008), fornendo, tra l’altro, una serie di indicatori di anomalia aggiuntivi specifici, volti ad agevolare l’individuazione da parte degli intermediari delle operazioni sospette da segnalare.

Tali indicatori pongono particolare attenzione alla localizzazione delle controparti (aree a rischio) e alle caratteristiche delle operazioni sottostanti (natura dei beni sottostanti le transazioni finanziarie).

Ulteriori informazioni per il corretto assolvimento degli obblighi di comunicazione e segnaletici sono disponibili nella sezione "Adempimenti degli operatori".

Normativa nazionale