Astensione e operazioni di restituzione

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L’art. 23 del decreto legislativo 21 novembre 2007 n. 231  impone ai destinatari della normativa antiriciclaggio che non hanno potuto effettuare o completare l’adeguata verifica della clientela, il divieto di eseguire l’operazione o di instaurare il rapporto continuativo ovvero l’obbligo di porre fine al rapporto in essere. In tale ambito, il comma 1-bis della norma prevede che le disponibilità finanziarie eventualmente ricevute dal destinatario debbano essere restituite mediante bonifico su un conto bancario indicato dal cliente stesso. Il trasferimento dei fondi deve essere accompagnato da un messaggio che indichi alla controparte bancaria che le somme sono restituite al cliente per l'impossibilità di rispettare gli obblighi di adeguata verifica della clientela stabiliti dall'articolo 18 del medesimo d.lgs.

La Circolare emanata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze il 30 luglio 2013 fornisce precisazioni sull’ambito applicativo e sulle modalità operative di attuazione della predetta procedura di restituzione. Nella Circolare è previsto (cfr. punto 6) che i destinatari debbano conservare le informazioni relative alle operazioni di restituzione effettuate.

Il contenuto delle informazioni da acquisire e conservare sono disciplinati dal Provvedimento della UIF del 6 agosto 2013.

Le Istruzioni per la comunicazione delle operazioni di restituzione ai sensi dell’art. 23, comma 1-bis, del d.lgs. n. 231 del 2007, emanate dalla UIF il 10 marzo 2014, prevedono l’invio all’Unità di una comunicazione per ogni operazione di restituzione effettuata di importo superiore a euro 5.000; resta fermo l’obbligo di acquisire e conservare le informazioni relative anche alle operazioni di restituzione di minore importo.

I destinatari segnalano come sospetta l’operazione di restituzione solo nel caso in cui sussistano gli elementi di cui all’art. 41 del d.lgs. n. 231 del 2007. L’invio della segnalazione di operazione sospetta non esonera dalla comunicazione dell’operazione di restituzione.

Le comunicazioni di restituzione devono essere trasmesse alla UIF entro quindici giorni in via telematica, attraverso la rete Internet, tramite il portale Infostat-UIF, utilizzando il modulo Comunicazione operazione di restituzione, compilato secondo le indicazioni fornite nel manuale operativo.

La comunicazione contiene l’indicazione del rapporto di destinazione delle disponibilità finanziarie oggetto di restituzione. Tale rapporto deve avere come “intestatario” almeno uno dei soggetti indicati come “intestatario” del rapporto di origine e deve essere aperto presso un intermediario nazionale, comunitario o soggetto al regime proprio dei paesi terzi equivalenti.

La correttezza dei dati inseriti ai fini della comunicazione dell’operazione di restituzione è verificata dai destinatari e sottoposta ai controlli automatici e alla validazione da parte dei sistemi informativi della UIF.

L’inoltro della comunicazione è effettuato dal “gestore”, anche di gruppo, abilitato alla trasmissione alla UIF delle segnalazioni di operazioni sospette. A tal proposito gli utenti con profilo gestore, già abilitati sul portale Infostat-Uif all’invio delle segnalazioni di operazioni sospette, sono automaticamente abilitati anche all’invio delle comunicazioni delle operazioni di restituzione e possono delegare altri soggetti. In mancanza di abilitazione, è necessario richiederla alla UIF con le consuete modalità, descritte alla sezione Modalità di registrazione al portale Infostat-Uif. I destinatari assicurano la massima tempestività nella gestione degli eventuali successivi contatti con la UIF.