Il ruolo dell'Unità di Informazione Finanziaria per l'Italia (UIF)

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L’Unità di informazione finanziaria per l'Italia (UIF), istituita dal decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231  presso la Banca d’Italia in posizione di indipendenza e autonomia funzionale, ha iniziato a operare il 1° gennaio 2008, subentrando all’Ufficio italiano dei cambi (UIC) nel ruolo di autorità centrale antiriciclaggio. La soluzione adottata è conforme agli standard internazionali che individuano quali caratteristiche essenziali di ogni Financial Intelligence Unit (FIU): l’autonomia operativa e gestionale; l’unicità a livello nazionale; la specializzazione nelle funzioni di analisi finanziaria; la capacità di scambiare informazioni in modo diretto e autonomo.

Il legislatore ha optato per un modello di FIU di tipo amministrativo, in modo da distinguere l’analisi finanziaria dall’analisi investigativa, valorizzando l’autonomia dell’attività di prevenzione e la funzione di “filtro” assegnata alla UIF a tutela dell’integrità del sistema economico-finanziario. Nell’impianto legislativo l’Unità - che non ha personalità giuridica - ha una soggettività ancorata alle proprie funzioni istituzionali, che consente di configurarla come centro di imputazione, coordinamento e canalizzazione di dati e informazioni di rilevante interesse pubblico.

L’organizzazione e il funzionamento della UIF sono disciplinate con apposito Regolamento del Governatore della Banca d’Italia. Il primo regolamento fu emanato il 21 dicembre 2007 (G.U. 9 gennaio 2008, n. 7); esso è stato rinnovato in relazione al riassetto organizzativo dell’Unità il 18 luglio 2014 (G.U. 27 ottobre 2014, n. 250). La responsabilità della gestione della UIF spetta in autonomia al Direttore, nominato con provvedimento del Direttorio della Banca d'Italia, su proposta del Governatore, tra persone dotate di adeguati requisiti di onorabilità, professionalità e conoscenza del sistema finanziario. La Banca d’Italia fornisce mezzi finanziari, beni strumentali, risorse umane e tecniche per l’efficace perseguimento dei fini attribuiti all’Unità dall’ordinamento; con funzioni consulenziali è previsto un Comitato di esperti, composto dal Direttore e da quattro membri nominati dal Ministro dell’economia e delle finanze, sentito il Governatore (art. 6 commi 1-4 del d.lgs. 231/2007).

Dell’attività svolta la UIF rende conto con apposito Rapporto annuale, che viene trasmesso dal Direttore dell’Unità, entro il 30 maggio di ogni anno, al Ministro dell’economia e delle finanze, per il successivo inoltro al Parlamento, unitamente a una relazione della Banca d’Italia in merito ai mezzi finanziari e alle risorse attribuite all’Unità stessa (art. 6, comma 5).

La UIF riceve e acquisisce informazioni riguardanti ipotesi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, ne effettua l’analisi finanziaria e, su tali basi, ne valuta la rilevanza ai fini della trasmissione agli organi investigativi (Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza-NSPV e Direzione investigativa antimafia-DIA) e della collaborazione con l’Autorità Giudiziaria.

In particolare, l’Unità riceve e analizza le segnalazioni di operazioni sospette inviate dai soggetti obbligati, nonché il flusso mensile di segnalazioni aggregate da parte degli intermediari finanziari (cfr. artt. 6, 40-41 del d.lgs. 231/2007).

La UIF può acquisire ulteriori informazioni presso i soggetti obbligati, avvalersi degli archivi ai quali ha accesso ai sensi di legge o sulla base di protocolli stipulati con altre autorità o amministrazioni nazionali, scambiare informazioni con omologhe autorità antiriciclaggio estere (FIU). In tale quadro l’Unità dispone anche di poteri ispettivi nei confronti dei destinatari degli obblighi antiriciclaggio; le ispezioni consentono, in particolare, di approfondire operazioni sospette segnalate o non segnalate (art. 47, comma 1, lettera a), nonché di verificare il rispetto degli obblighi di collaborazione attiva (art. 53, comma 4).

L’Unità ha il potere di sospendere operazioni sospette per un massimo di cinque giorni lavorativi, su richiesta del NSPV, della DIA, dell’Autorità Giudiziaria, ovvero d’iniziativa, sempre che ciò non pregiudichi il corso delle indagini; il provvedimento di sospensione è adottato in stretto coordinamento con le autorità inquirenti (art. 6, comma 7, lett. c).

In relazione all’esito delle proprie analisi, la UIF: trasmette le segnalazioni ritenute meritevoli di un seguito investigativo al NSPV e alla DIA; comunica all’Autorità Giudiziaria i fatti di possibile rilevanza penale; archivia le segnalazioni che reputa infondate (cfr. artt. 9 e 47).

Sulla base del proprio patrimonio informativo, la UIF svolge un’attività di analisi strategica volta all’individuazione e valutazione di fenomeni, tendenze, prassi operative e punti di debolezza del sistema. La UIF effettua analisi e studi su singole anomalie, su settori dell’economia ritenuti a rischio, su categorie di strumenti di pagamento e su realtà economiche territoriali (art. 6, comma 7, lett. a). I risultati di carattere generale degli studi effettuati sono portati a conoscenza delle altre Autorità (art. 9, comma 9).

L’Unità elabora ed emana la normativa in materia di segnalazioni di operazioni sospette da parte dei soggetti obbligati (art. 41, comma 1-bis) e di trasmissione dei dati aggregati da parte degli intermediari finanziari (art. 40, comma 2). Al fine di favorire la promozione della collaborazione attiva dei destinatari degli obblighi antiriciclaggio, agevolando l’individuazione delle operazioni sospette, l’Unità: “a monte” diffonde modelli e schemi rappresentativi di comportamenti anomali sul piano economico-finanziario (art. 6, comma 7, lett. b) e propone gli indicatori di anomalia emanati dalla Banca d’Italia e dai Ministeri dell’interno e della giustizia (art. 41, comma 2); “a valle” fornisce ai soggetti obbligati un’informazione di ritorno sull’esito delle segnalazioni (art. 48).

Sulla base dei controlli effettuati presso i destinatari del decreto antiriciclaggio e delle informazioni disponibili, la UIF accerta le eventuali infrazioni dell’obbligo di segnalazione delle operazioni sospette e, se del caso, dà avvio al procedimento per l’irrogazione di sanzioni di competenza del Ministero dell’economia e delle finanze (art. 60).

La collaborazione e lo scambio di informazioni a livello sia nazionale sia internazionale sono determinanti per l’efficace svolgimento delle funzioni assegnate alla UIF e costituiscono più in generale una condizione imprescindibile per garantire efficienza ed efficacia all’intero sistema antiriciclaggio.

La cooperazione assume diverse forme e direttrici: in deroga al segreto d’ufficio, le Autorità di vigilanza collaborano tra loro e con UIF, NSPV e DIA al fine di agevolare le rispettive funzioni; obblighi di informazione a vantaggio della UIF sono stabiliti in capo alle medesime Autorità di vigilanza (oltre che alle amministrazioni e agli ordini professionali); in più punti viene prevista la cooperazione tra la UIF e gli organi investigativi e giudiziari per l’individuazione e l’approfondimento di operazioni e flussi anomali.

Specifiche previsioni regolano la collaborazione a livello internazionale, incentrandola sulle relazioni tra la UIF e la rete delle corrispondenti FIU insediate in ciascun Paese (art. 9). La UIF può scambiare informazioni relative a operazioni sospette con FIU di altri paesi, in deroga al segreto d’ufficio e anche sulla base di protocolli d’intesa; acquisisce a tale scopo dall’NSPV e dalla DIA le necessarie informazioni investigative (art. 9, comma 3; Decisione del Consiglio dell’Unione Europea 2000/642/GAI). Gli scambi internazionali si svolgono attraverso reti telematiche dedicate, caratterizzate da adeguata sicurezza e riservatezza: l’Egmont Secure Web, infrastruttura globale gestita dal Gruppo Egmont , e FIU.NET, rete comune delle FIU dell’Unione europea. Nel quadro di un protocollo d’intesa con la UIF, vengono stabilite le procedure per gli scambi di informazioni con gli organismi investigativi esteri (art. 9, comma 4).

La UIF riceve le dichiarazioni obbligatorie relative a transazioni in oro da investimento e in materiale d’oro a uso prevalentemente industriale, di importo pari o superiore ai 12.500 euro, ai sensi della legge 17 gennaio 2000, n.7, recante la disciplina del mercato dell’oro.

La UIF svolge altresì compiti in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo Internet (legge n. 38/2006).