Normativa internazionale

La cornice normativa internazionale in materia di antiriciclaggio è costituita da un’articolazione di fonti rappresentata da standard internazionali, norme europee e convenzioni internazionali.

Le raccomandazioni del GAFI

Le Raccomandazioni elaborate dal Gruppo d’Azione Finanziaria Internazionale (GAFI) rappresentano gli standard fondamentali in materia di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, che i paesi sono chiamati a recepire nel contesto dei rispettivi ordinamenti giuridici, amministrativi e finanziari.

Nel 1990 il GAFI ha emanato quaranta Raccomandazioni in materia di prevenzione e contrasto del riciclaggio alle quali nel 2001 si sono aggiunte nove Raccomandazioni Speciali specificamente dedicate al contrasto finanziario del terrorismo internazionale. La materia è stata interamente rivista nel febbraio del 2012 con l’emanazione dei nuovi International Standards on Combating Money Laundering and the Financing of Terrorism & Proliferation compendiati in quaranta Raccomandazioni). Le Raccomandazioni sono accompagnate da “Note Interpretative” che formano parte integrante dei nuovi standard.

Le nuove Raccomandazioni del GAFI hanno ridefinito un quadro globale e coerente di misure per combattere il riciclaggio di denaro, il finanziamento del terrorismo e della proliferazione delle armi di distruzione di massa. Hanno altresì introdotto innovazioni che tengono conto dell’esperienza maturata nell’applicazione degli standard nel corso degli anni, delle criticità riscontrate nelle valutazioni dei sistemi antiriciclaggio nazionali e dell’evoluzione dei rischi. In particolare, nelle Raccomandazioni è stato esteso e razionalizzato l’approccio basato sul rischio (risk-based approach): la considerazione del rischio informa ora con maggiore chiarezza l’assetto regolamentare, l’azione delle Autorità, la compliance dei soggetti obbligati. Fondamento di tale approccio è lo svolgimento di una accurata valutazione del rischio ( risk assessment) nazionale su base periodica. Tra gli elementi innovativi rilevano inoltre l’ampliamento dell’ambito dei reati-presupposto del riciclaggio per comprendere anche le violazioni fiscali e l’affinamento degli obblighi preventivi di adeguata verifica della clientela, volto a chiarirne le modalità di adattamento alle caratteristiche del rischio e a rafforzarne l’intensità nei casi di maggiore esposizione.

Nel corpo delle Raccomandazioni sono stati compendiati anche gli standard antiterrorismo introdotti nel 2001 attraverso le apposite Raccomandazioni speciali. Sono state inoltre adottate misure specifiche volte a fronteggiare il finanziamento della proliferazione delle armi di distruzione di massa, in conformità alle Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Tra i temi di fondo delle nuove Raccomandazioni figura anche il rafforzamento delle Financial Intelligence Unit (FIU) e dei meccanismi della collaborazione internazionale tra queste. Le nuove regole, ispirate agli standard Egmont, adeguano la definizione di “FIU” e precisano alcuni aspetti dell’attività di analisi finanziaria e del perimetro delle informazioni che devono essere disponibili (“finanziarie”, “amministrative” e “investigative”). Esse stabiliscono, tra l’altro, un obbligo generale, per le FIU, di prestare la più ampia collaborazione possibile nei confronti delle controparti estere e limitano la possibilità di rifiuto a pochi casi tassativi. Vengono precisati requisiti minimi per le richieste e le modalità possibili per l’utilizzo delle informazioni scambiate; quest’ultimo viene comunque subordinato al previo consenso della controparte.

Normativa comunitaria

Le regole comunitarie in materia di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo hanno recepito, nel tempo, l’evoluzione dei principi internazionali, con l’obiettivo di realizzare un ambiente normativo armonizzato tra gli Stati membri.

L’impegno antiriciclaggio dell’Unione Europea risale ai primi anni ‘90 e si è riflesso, nel corso di oltre due decenni, in quattro Direttive e diversi altri provvedimenti.

La quarta Direttiva 2015/849, attualmente in vigore, a distanza di dieci anni dalla terza Direttiva, potenzia il sistema di prevenzione degli Stati membri in coerenza con le linee tracciate dalle Raccomandazioni del GAFI del 2012.

La nuova disciplina europea valorizza l’approccio basato sul rischio (risk-based approach), criterio fondamentale per la gradazione delle misure preventive e dei controlli; accresce la trasparenza delle informazioni relative alla titolarità effettiva di società e trust; conferma il regime di assoluta riservatezza dei dati relativi alle operazioni sospette; delinea criteri sanzionatori specifici per le violazioni degli obblighi in materia di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo.

Viene inoltre confermata la centralità del ruolo delle Financial Intelligence Unit (FIU) attraverso una disciplina più articolata che ne rafforza le prerogative istituzionali e ne amplia le funzioni anche con riferimento ai reati presupposto del riciclaggio. Le disposizioni enfatizzano i requisiti fondamentali di autonomia e indipendenza e adeguano la stessa definizione di FIU, precisandone i compiti di ricezione (estesa anche a comunicazioni utili per gli approfondimenti), analisi (più selettiva e mirata ai casi di effettivo rischio) e disseminazione. Anche le regole sulla collaborazione internazionale tra FIU sono state riviste e ampliate, prevedendo, tra l’altro che il riscontro a richieste di FIU estere avvenga esercitando i medesimi poteri disponibili per l’analisi domestica, a prescindere da eventuali differenze nelle legislazioni degli Stati membri e nella definizione dei reati presupposto.  

La quarta Direttiva, inoltre, recependo prassi di collaborazione internazionale già avviate, introduce un obbligo di “scambio automatico” di segnalazioni di operazioni sospette che presentano caratteristiche transfrontaliere: le FIU sono tenute a inoltrare prontamente alle controparti europee interessate le segnalazioni che “riguardano un altro Stato membro”.

Nella quarta Direttiva l’approccio basato sul rischio per la definizione dei presidi di prevenzione e contrasto prevede lo svolgimento di valutazioni su diversi livelli tra loro complementari. L’analisi effettuata in ciascuno degli Stati membri attraverso appositi national risk assessment viene affiancata da un esercizio a livello sovranazionale, coordinato dalla Commissione europea. Il Supranational risk assesment mira a individuare e valutare i rischi determinati dalle interrelazioni di minacce e vulnerabilità presenti in diversi Stati membri e da questi singolarmente non osservabili. La prima relazione sulla valutazione sovranazionale dei rischi è stata pubblicata nel giugno del 2017. La relazione comprende una vasta mappatura dei rischi per campo di attività e un elenco dei metodi maggiormente utilizzati dai criminali per il riciclaggio del denaro. A corredo, la Commissione ha formulato specifiche Raccomandazioni agli Stati membri indicando le misure e le iniziative da intraprendere per l’efficace mitigazione dei rischi.

Tra le altre norme dell’Unione Europea che hanno delineato un quadro organico di misure antiriciclaggio, meritano di essere menzionate: la Decisione del Consiglio del 17 ottobre 2000 n. 2000/642/GAI concernente le modalità di cooperazione tra le FIU degli Stati membri per quanto riguarda lo scambio di informazioni; il Regolamento n. 1889/2005/CE relativo ai controlli sul denaro contante in entrata nella Comunità o in uscita dalla stessa, che armonizza il quadro normativo comunitario, introducendo disposizioni volte a garantire un livello equivalente di sorveglianza sui movimenti di denaro contante attraverso le frontiere della Comunità europea.

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Normativa nazionale

La cornice legislativa antiriciclaggio è oggi rappresentata dal decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, da ultimo modificato dal D. Lgs. 25 maggio 2017, n. 90,  e dalle relative disposizioni di attuazione emanate dal Ministro dell’economia e delle finanze, dall’Unità di Informazione Finanziaria per l'Italia e dalle Autorità di vigilanza di settore, sulla base delle competenze indicate nella sezione "Ordinamento italiano".

Le fonti normative vigenti per l’osservanza degli obblighi previsti in materia di prevenzione e contrasto del riciclaggio sono indicate altresì nella sezione "Adempimenti degli operatori", distinte per tipologia di adempimento.

Per gli strumenti di ausilio nella rilevazione delle operazioni sospette di riciclaggio e finanziamento del terrorismo si rinvia alla sezione "Indicatori e schemi di anomalia".

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Convenzioni internazionali

Normativa internazionale

Normativa nazionale primaria

Normativa nazionale e disposizioni attuative previgenti