Quaderni dell'antiriciclaggio - Collana Dati statistici I-2015

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Ottobre 2015

Nel primo semestre del 2015, l’Unità di Informazione Finanziaria ha ricevuto 39.021 segnalazioni di operazioni sospette.

Rispetto a ciascuno dei semestri dell’anno precedente si rileva un incremento del numero di segnalazioni con riferimento sia agli intermediari finanziari che ai professionisti e operatori non finanziari.

Nel confronto con il secondo semestre del 2014, il numero delle segnalazioni inviate dagli intermediari finanziari è aumentato del 12 per cento per effetto essenzialmente della crescita delle segnalazioni della categoria ‘Banche e Poste’; sono invece rimaste stabili quelle degli altri intermediari finanziari (fatta eccezione per le fiduciarie).

Le segnalazioni dei professionisti sono cresciute in maniera significativa per il contributo del Notariato. Tra gli altri operatori non finanziari, emerge il forte aumento delle sos trasmesse dai soggetti che svolgono attività di commercio di oro e fabbricazione e commercio di oggetti preziosi.

Con riferimento alla ripartizione territoriale delle operatività segnalate, si rilevano gli incrementi del 21 per cento dell’Emilia Romagna e del 18 per cento del Veneto.

Il numero di segnalazioni analizzate e trasmesse agli Organi Investigativi nel corso del semestre ha superato le 40.000 unità.

Nel semestre in esame, l’Unità ha adottato 17 provvedimenti di sospensione di operazioni sospette ai sensi dell’articolo 6, comma 7, lettera c) del d.lgs. 231/07, corrispondenti ad un valore complessivo di 4,2 milioni di euro.

Nel periodo, l’Autorità Giudiziaria ha inviato alla UIF 133 richieste di informazioni ed ha acquisito, con decreto motivato, oltre 700 segnalazioni.

Lo scambio informativo con le FIU estere ha riguardato complessivamente 1.170 casi.

Nei primi sei mesi del 2015, è aumentato l’importo totale delle Segnalazioni AntiRiciclaggio Aggregate (SARA)1 mentre continua a diminuire l’ammontare delle operazioni in contanti, sia in accredito che in addebito. La cancellazione della Repubblica di San Marino e della Turchia2 dalla lista dei paesi a fiscalità privilegiata o non collaborativi ha determinato un impatto non trascurabile sui flussi totali imputabili a tale categoria di paesi.