N. 1 - Flussi finanziari verso i paradisi fiscali: determinanti e anomaliedi Alessia Cassetta, Claudio Pauselli, Lucia Rizzica e Marco Tonello

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Marzo 2014

Classificazione JEL: F36, G15, K33

Parole chiave: flussi finanziari verso paesi off-shore, riciclaggio internazionale, regolamentazione.

Il lavoro analizza i bonifici dall'Italia verso l'estero nel periodo 2007-2010. Tenendo conto delle principali determinanti economiche dei flussi, lo studio consente di individuare le osservazioni anomale. Correlazioni positive e significative emergono tra l'indice di anomalia dei flussi proposto dal lavoro e alcuni indicatori di criminalità nelle province di origine dei bonifici, nonché con misure di rischio e "opacità" dei paesi di destinazione.

L’analisi empirica si basa sulla stima di un modello econometrico, in cui il volume dei flussi finanziari bilaterali è proporzionale alla ‘massa economica’ dei due paesi coinvolti e inversamente proporzionale alla distanza tra i due. Questo modello è applicato all’analisi dei bonifici in partenza dalle 110 province italiane verso 142 paesi esteri (‘a rischio’ e non). I paesi a rischio considerati nell’analisi includono sia quelli a regime fiscale privilegiato contenuti nelle liste MEF, sia ulteriori paesi monitorati dall’UIF sulla base delle evidenze fornite dall’operatività. Avvalendosi di un ampio set di variabili esplicative, lo studio mostra come il volume degli scambi commerciali, le rimesse degli immigrati e il trattamento fiscale per le imprese nel paese di destinazione siano più rilevanti nella determinazione dei flussi finanziari verso i paesi non a rischio rispetto a quelli a rischio e come questi ultimi attraggano un volume di flussi finanziari più elevato, rispetto a quanto sia coerente con le principali variabili socio-economiche.

Successivamente, lo studio si focalizza sull’analisi dei flussi non spiegati dal modello. In particolare, viene costruito un ‘indice di anomalia’ che assume un valore tanto maggiore quanto il valore dei singoli flussi osservati sia superiore a quello spiegato dal modello sulla base dei fondamentali economici. Come atteso, tale l’indice risulta più elevato nel caso dei flussi verso i paesi a rischio. Inoltre, aggregando l’indice di anomalia a livello provinciale, emergono correlazioni significative con i crimini legati al traffico di droga e altri reati, nonché con il numero di segnalazioni di operazioni sospette trasmesse all’UIF dalle banche delle province da cui hanno origine i bonifici. Dal lato dei paesi di destinazione, invece, l’indice è positivamente correlato con un indicatore che misura il grado di opacità dei paesi in materia fiscale, societaria e finanziaria.

Lo studio presenta diverse implicazioni operative: ad esempio, i risultati possono essere impiegati per costruire indicatori territoriali per la valutazione del rischio di riciclaggio, utili per orientare l’azione antiriciclaggio.